COS’È ACCADUTO SUI MERCATI?
MERCATO AZIONARIO
La progressiva attenuazione delle tensioni in Medio Oriente ha riportato fiducia sui mercati finanziari. Dopo il nulla di fatto nei colloqui iniziali tra USA e Iran, il clima si è comunque disteso grazie a segnali concreti di tregua, culminati con la riapertura dello Stretto di Hormuz e il dialogo indiretto tra le parti. Anche la strategia di Donald Trump, tra pressione militare e apertura negoziale, ha contribuito a ridurre i timori di escalation.
Le borse hanno reagito con forza: Wall Street ha messo a segno una serie di rialzi che hanno portato l’S&P 500 a nuovi massimi storici, annullando completamente le perdite di marzo. Il Nasdaq ha guidato il movimento grazie al deciso recupero del settore tecnologico, dopo il recente drawdown.
A livello globale, Europa e Giappone hanno seguito il trend positivo, mentre gli emergenti asiatici – in particolare Corea e Cina – hanno beneficiato del miglioramento del contesto. Tornano ora al centro dell’attenzione trimestrali e dati macro, con un’economia USA ancora resiliente.
MERCATO OBBLIGAZIONARIO
Prosegue la fase di normalizzazione sui mercati obbligazionari, con un ulteriore calo dei rendimenti soprattutto sulla parte breve delle curve. Il miglioramento del quadro geopolitico ha ridotto le aspettative di interventi restrittivi da parte delle banche centrali, favorendo il recupero dei governativi.
Nell’Eurozona, i rendimenti a due anni di Italia e Germania sono scesi in modo significativo, riflettendo un ridimensionamento delle attese sui tassi della Banca Centrale Europea. Le ipotesi di rialzi aggressivi si sono progressivamente attenuate, lasciando spazio a un approccio più graduale.
Anche negli Stati Uniti, la Federal Reserve è vista in una posizione più attendista, con aspettative che tornano verso una politica monetaria meno restrittiva nel medio termine.
La discesa dei rendimenti ha interessato anche le scadenze lunghe, sostenuta dalla riapertura di Hormuz e dal calo del petrolio. Positivo infine il comparto corporate, con restringimento degli spread e ritorno in territorio positivo per l’investment grade.