COS’È ACCADUTO SUI MERCATI?
MERCATO AZIONARIO
La settimana è stata caratterizzata dal ritorno delle tensioni in Medio Oriente, che hanno riportato volatilità sui mercati finanziari. Gli attacchi nel Mar Rosso e le nuove minacce tra Stati Uniti e Iran hanno provocato un forte rialzo del prezzo del petrolio, poi in parte rientrato grazie ai segnali di distensione emersi nel finale di settimana.
Questo scenario ha pesato soprattutto sui titoli tecnologici, già messi alla prova da una stagione di trimestrali che continua a premiare solo le società capaci di superare aspettative molto elevate. Tesla e Alphabet hanno deluso gli investitori nonostante risultati complessivamente solidi, mentre il comparto dei semiconduttori ha mostrato un andamento altalenante. Wall Street ha così chiuso leggermente in ribasso, con il Nasdaq più penalizzato rispetto agli altri indici.
L'Europa ha invece confermato una maggiore tenuta, sostenuta dal settore bancario e da Piazza Affari, ancora vicina ai massimi degli ultimi anni. In Asia il quadro è rimasto eterogeneo, con Cina e Hong Kong in recupero grazie alle attese di nuovi stimoli economici.
MERCATO OBBLIGAZIONARIO
Il mercato obbligazionario ha registrato una settimana difficile, con rendimenti in rialzo sia negli Stati Uniti sia in Europa. A guidare il movimento sono stati il forte aumento del prezzo del petrolio e il conseguente ritorno dei timori inflazionistici, che hanno ridotto l'interesse per i titoli governativi.
Negli Stati Uniti il Treasury decennale si è avvicinato ai massimi degli ultimi mesi, mentre il mercato ha aumentato le probabilità di un nuovo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve nei prossimi trimestri. Anche la BCE ha mantenuto un atteggiamento prudente, lasciando invariati i tassi ma sottolineando che il rincaro dell'energia potrebbe richiedere un ulteriore intervento dopo l'estate.
Solo nel finale di settimana, con il raffreddamento delle tensioni geopolitiche e il calo del petrolio, i rendimenti hanno recuperato parte del movimento. Il comparto obbligazionario societario ha mostrato una buona tenuta: gli spread di credito sono rimasti contenuti, segnalando che la fiducia degli investitori verso le aziende resta complessivamente solida.