COS’È ACCADUTO SUI MERCATI?

MERCATO AZIONARIO

La settimana sui mercati azionari è stata segnata dal protrarsi del conflitto tra USA e Israele contro l’Iran. Gli attacchi hanno colpito infrastrutture militari e punti nevralgici, mentre Teheran ha risposto con missili e droni verso paesi del Golfo, creando tensioni sui flussi energetici. Lo stretto di Hormuz è parzialmente bloccato, riducendo l’offerta di petrolio e causando un’impennata del prezzo della materia prima fino a circa 120$ al barile, con interventi straordinari del G7 per calmierare i mercati.

Sul fronte azionario, gli eventi geopolitici hanno cancellato gran parte delle preoccupazioni precedenti, come dazi, debito privato e volatilità del settore tech/AI. Negli USA, l’S&P 500 si è mantenuto appena sotto i supporti chiave, mentre il Nasdaq Composite ha mostrato maggiore resilienza grazie alla tecnologia. In Europa e Asia i listini sono stati più deboli: in Europa il rialzo si è concentrato solo sul settore Energy, mentre Giappone e India hanno registrato cali, con performance contrastanti per la Cina.

MERCATO OBBLIGAZIONARIO

Il conflitto ha alimentato un rialzo generalizzato dei rendimenti governativi sia negli USA sia in Europa. Negli Stati Uniti, il Treasury 10y ha guadagnato circa 14 bps, arrivando al 4,25%, con la parte breve della curva in aumento a causa di aspettative di tassi più alti e riduzione della probabilità di tagli nel 2026. La Fed, quindi, dovrà operare in una posizione più attendista rispetto ai desideri di stimolo dell’amministrazione Trump.

In Europa, i rendimenti dei decennali sono saliti anch’essi: Bund vicino al 3%, BTP a 3,80%, con allargamento limitato dello spread BTP-Bund. Il rialzo del free risk ha impattato anche il mercato corporate: in lieve aumento gli spread dell’Investment Grade e più visibili quelli dell’High Yield, sia USA sia europeo. Le pressioni inflattive e il rialzo delle materie prime hanno determinato un contesto di volatilità e rischio generalizzato, che probabilmente persisterà fino all’evoluzione del conflitto.

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Capire la turbolenza dei mercati: le forze che contano davvero