COS’È ACCADUTO SUI MERCATI?
MERCATO AZIONARIO
Il tono dei mercati azionari resta caratterizzato da frequenti cambi di direzione, soprattutto a livello settoriale. Negli Stati Uniti continua la difficoltà delle large cap tecnologiche, appesantite dai dubbi sulla sostenibilità degli ingenti investimenti legati all’intelligenza artificiale e sui possibili effetti di disintermediazione dei modelli di business tradizionali. Le novità provenienti dal mondo AI e fintech hanno colpito in particolare broker assicurativi, risparmio gestito, logistica e real estate, alimentando un clima di “ansia da disruption” che favorisce una rotazione verso titoli più difensivi o con asset tangibili e minore rischio di obsolescenza.
Sul fronte macro, segnali misti: consumi meno brillanti e revisione dei dati sul lavoro, a fronte di un’inflazione che si conferma sotto controllo. L’S&P 500 fatica a superare area 7.000, mentre il Nasdaq rimane laterale e le small cap rallentano. In Europa maggiore tenuta grazie al minor peso dei tech, mentre l’Asia si distingue positivamente, con Giappone e Corea tra i migliori performer.
MERCATO OBBLIGAZIONARIO
Settimana favorevole per l’obbligazionario governativo, con un generale calo dei rendimenti a medio-lunga scadenza sia negli Stati Uniti sia nell’area euro. In un contesto di maggiore incertezza sull’equity e di dati macro non univoci, i bond hanno recuperato il loro ruolo di asset difensivo, riportando performance positive da inizio anno.
Negli USA, la percezione di un mercato del lavoro meno solido rispetto alle precedenti rilevazioni ha prevalso, spingendo il rendimento del Treasury decennale sotto il 4,10%. Le aspettative restano orientate verso due tagli dei tassi nella seconda parte dell’anno, in un contesto in cui l’inflazione appare stabile e non rappresenta una minaccia immediata.
Anche in Europa si è assistito a una riduzione dei rendimenti di Bund e BTP, inserita in un moderato fly to quality. La BCE è attesa su una linea attendista per il 2026. Nel credito, continua la buona tenuta dell’Investment Grade, mentre l’High Yield mostra maggiore sensibilità alla volatilità azionaria e un lieve allargamento degli spread.