COS’È ACCADUTO SUI MERCATI?
MERCATO AZIONARIO
I mercati azionari hanno affrontato una settimana complessa, in cui il focus si è progressivamente spostato dal conflitto in Medio Oriente agli utili societari e alle indicazioni delle banche centrali. La situazione tra USA, Israele e Iran resta in fase di stallo, con il blocco dello Stretto di Hormuz ancora attivo e riflessi evidenti sul prezzo del petrolio, tornato in rialzo. Questo elemento continua ad alimentare incertezza sulle prospettive macroeconomiche.
Nonostante ciò, Wall Street ha mostrato ancora una volta una notevole resilienza. La stagione delle trimestrali delle big tech ha evidenziato un quadro misto: alcune delusioni, legate soprattutto agli investimenti in AI, sono state compensate da risultati solidi in altri comparti. Indici come S&P 500 e Nasdaq hanno così aggiornato i massimi, sostenuti da un robusto earnings momentum e da una partecipazione settoriale più ampia.
Più cauta l’Europa, che beneficia del supporto di banche ed energia, mentre l’Asia resta eterogenea, con Cina debole e Corea più dinamica.
MERCATO OBBLIGAZIONARIO
Il comparto obbligazionario è stato dominato dalle riunioni delle banche centrali, che hanno confermato un contesto di forte incertezza. La Federal Reserve ha lasciato i tassi invariati nell’ultima riunione guidata da Jerome Powell, evidenziando però divisioni interne sul futuro percorso dell’inflazione. Il passaggio di consegne a Kevin Warsh apre ora una fase più complessa nella gestione della politica monetaria.
Anche la Banca Centrale Europea ha mantenuto i tassi fermi, ma con un orientamento più restrittivo, complice un’inflazione in aumento e una crescita più debole rispetto agli Stati Uniti. Il mercato continua a prezzare possibili rialzi nei prossimi mesi.
Il rialzo del prezzo del petrolio ha riportato pressione sui rendimenti, in aumento su tutte le scadenze. Questo ha determinato una settimana negativa per i titoli governativi e, in parte, per il credito investment grade, mentre l’high yield ha mostrato maggiore tenuta grazie al buon andamento dei mercati azionari.